3 Aprile 2008
La legge riforma della polizia locale si farà
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Per Luciano Mattarelli presidente dell’Anvu, l’Associazione Professionale Polizia Locale d’Italia, l’unità del paese passa
anche attraverso l’unità delle polizie locali. |
Presidente perché, secondo lei, il progetto della riforma della Locale può essere portato avanti nonostante la crisi di governo?
Perché, come ci fu promesso già a suo tempo dai parlamentari che se ne interessavano, era già stata considerata l’ipotesi di una crisi di governo, per cui c’era un gruppo di deputati sia del centro destra, sia del centro sinistra che si sarebbero comunque presi l’onere di continuare l’iter di alcuni provvedimenti che comunque dovevano essere fatti, in adeguamento alle norme europee, anche in caso di caduta dell’Esecutivo.
Tra questi, c’era anche il nostro.
Quindi vi assicurarono che ci sarebbe stata un’evoluzione…
Esattamente. E non solo. Ad oggi si vede effettivamente che il governo, pur dimissionario, sta lavorando a pieno regime come fosse in carica. Anche questo fa ben sperare. In questi giorni, per esempio è in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministro delle Comunicazioni Gentiloni che "costringe" la polizia e i carabinieri a una gestione congiunta degli sos
e delle richieste di aiuto. Per incendi, incidenti, fughe di gas, terrorismo. Anche se resta in vita il 113, questa novità organizzativa è un primo deciso passo verso il varo di una centrale unica di emergenza e verso un numero unico, che sarà il 112.
C’è ottimismo, dunque, per la realizzazione della riforma…
Certo, anche perché sappiamo che, per legge, il nuovo parlamento ha un tempo definito, ovvero sei mesi, per continuare l’iter dei provvedimenti di legge che ci sono. Il nostro, per di più, deve essere approvato perché ci sono delle scadenze europee. Ecco perché le comunicazioni sono state unificate con il numero europeo di soccorso che è il 112.
Ma al 112, un giorno, risponderà anche la Locale?
Noi riteniamo che, congiuntamente ai carabinieri e alla polizia di Stato, debba essere integrata anche la polizia locale. Sarebbe assurdo che il cittadino o il turista, arrivando in una zona, sappia che per i vigili del fuoco, guardia di finanza, polizia di stato e carabinieri può ustare il 112, ma deve andare sull’elenco telefonico del posto per attivare gli agenti della Municipale. Specie se è un turista, è molto più frequente che abbia bisogno della Locale piuttosto che delle altre forze di polizia.
Tempistiche brevi, se si parla di sei mesi dall’entrata del nuovo parlamento…
L’Unione europea, dal 1998, ci ha dato un tempo massimo di 10 anni per adeguare il sistema di polizia. Se non lo rispettiamo, dovremo pagare delle ingenti sanzioni. Inoltre,
il provvedimento che dovranno portare a termine coloro che saranno eletti ad Aprile,
è super partes, non fa capo ad un orientamento politico piuttosto che ad un altro, l’adeguamento ci è richiesto direttamente dall’Ue.
Scendendo nello specifico della polizia locale, cosa si aspetta dal nuovo adeguamento?
Chiarezza del ruolo e delle qualifiche, come è già recepito da sindacati e associazioni,
e dai due disegni di legge presentati dagli onorevoli Saia e Barbolini. Auspichiamo, poi, l’ampliamento della competenza territoriale: non ci devono più essere comandi formati
da due, tre unità, perché sono solo dispendiosi e non rendono efficace il servizio.
Già in Emilia Romagna la legge regionale stabilisce che un corpo deve essere formato
da almeno 30 operatori. Se sono in numero inferiore, si devono associare. Si sta ora ipotizzando, per razionalizzare e risparmiare, di arrivare ad avere un unico comandante per la polizia municipale e per la polizia provinciale. Secondo me una cosa ottima.
Questo non andrebbe a discapito dell’autonomia di ciascuna regione?
No, perché l’autonomia, sancita per legge, non viene intaccata dal sistema organizzativo di un organismo che deve essere uguale in tutto il territorio nazionale. Perché quello che fa l’agente locale di Palermo lo deve fare anche quello di Bolzano. Ogni regione continuerà a dettare i criteri organizzativi dei vari comandi, per esempio i finanziamenti per incrementare le strutture, le scuole di polizia…
Le risorse per investire nella sicurezza e nella formazione sono sufficienti?
Sì, ma per ora sono spese male. Andrebbero distribuite diversamente. Oggi, l’80% delle risorse dedicate alla sicurezza è sprecato.
Ma si può concretamente cambiare questa tendenza?
Sì, e l’esempio del progetto di un unico comandante per provincia ne è l’esempio. Pensi come diminuirebbero i costi che adesso sono polverizzati da una miriade di piccole realtà. Dunque: unico canale radio e, per provincia, ci vorrebbe un solo comandante e un’unica centrale operativa per tutte le forze di polizia. Di conseguenza, aumento dell’efficacia del servizio nell’interesse del cittadino-utente.
Che avrà così una maggiore percezione della sicurezza e delle forze presenti sul territorio. Si arriverà anche ad un’unica divisa per la polizia locale?
In molti casi le uniformi sono simili. La Provinciale utilizza l’uniforme grigio-verde quando fa attività venatoria, quando svolge servizio di polizia stradale, veste in blu scuro, come la Municipale.
Vedere un’unica uniforme avvantaggerebbe il cittadino e agevolerebbe noi. Perché se si vedono uniformi diverse, è ragionevole pensare che l’operatore faccia cose diverse.
Ma non è così: se la Forestale ti chiede la patente, tu devi esibirla, non puoi rifiutarti pensando quel compito sia esclusivo della polizia stradale.
E il porto d’armi per la Locale su tutto il territorio italiano? Ora, di fatto, non è uniforme…
Per legge, il personale che svolge attività su strada deve essere armato.
Noi però sosteniamo che per le funzioni di controllo del traffico, per le contravvenzioni per divieto di sosta, per la tutela dei regolamenti comunali non occorra essere polizziotti, non occorra quindi essere armati. E, a tal proposito, sottoliniamo che queste funzioni non dovrebbero essere svolte dai poliziotti della Locale ma da un'altra figura: il “vigile di quartiere”.
Noi, in questo caso, siamo “sprecati”, dovremmo essere invece utilizzati esclusivamente per servizi di pattuglia sulle strade, per il contrasto della microcriminalità, negli incidenti stradali, come polizia amministrativa, per servizi di pronto intervento immediato. Soprattutto oggi, che la polizia stradale è assolutamente inadeguata e insufficiente,
noi potremmo davvero dare un grosso supporto, garantendo le pattuglie sulle strade
in modo capillare. |