7 Aprile 2008
“Tutte le Società nazionali di Psico-Oncologia saranno rappresentate da un’unica voce: la Federazione internazionale di Psico-Oncologia”
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Luigi Grassi, Presidente SIPO
(Società Italiana di Psico-Oncologia),
spiega che per offrire prodotti assistenziali migliori è necessario investire: la sinergia tra le organizzazioni è fondamentale
per ottenere più fondi per la ricerca. |
La Federazione internazionale che rappresenterà tutte le Società nazionali di
Psico-oncologia sarà formalizzata al Convegno Mondiale di Psico-oncologia che si terrà
a Madrid il prossimo 12 e 13 giugno.
“La creazione di quest’organismo è stata proposta da noi al Convegno Mondiale di Psico-Oncologia tenutosi a Venezia nel 2006 ed è stata entusiasticamente accolta dai Presidenti delle diverse Società nazionali – assicura il Presidente della Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO) (www.siponazionale.it), nonché della International Psycho-Oncology Society (IPOS) (www.ipos-society.org), Luigi Grassi – e sarà la voce di migliaia di professionisti”.
L’obiettivo è di creare una piattaforma per la crescita della ricerca, dell’assistenza e della formazione nel settore della psico-oncologia a livello internazionale
“Per offrire prodotti assistenziali qualitativamente migliori è estremamente necessario
che alla ricerca siano dati più fondi”, sottolinea Grassi.
La ricerca psico-oncologica necessita certamente di investimenti meno onerosi rispetto
ad altri settori. Le biotecnologie, per esempio, hanno bisogno di strumentazioni altamente tecnologiche (dunque costose) per i loro studi. “Le ricerche in psico-oncologia – spiega Grassi - si basano soprattutto sui risultati ottenuti dalla relazione con i pazienti e i loro familiari e per questo i fondi possono essere relativamente meno sostanziosi”.
Tuttavia in Italia si tende, per ragioni economiche e culturali, ad investire poco nell’area della salute mentale, prediligendo le aree più classicamente medico-chirurgiche.
La salute mentale e psicologica, è fondamentale per la qualità dell’esistenza delle persone ammalate di cancro e dei loro familiari. “Per questo noi della SIPO ci stiamo impegnando
a livello nazionale, ma anche internazionale attraverso la Federazione, affinché la psico-oncologia venga riconosciuta come disciplina specialistica e gli psico-oncologi come figure professionali sepcifiche”.
La Società Italiana di Psico-Oncologia è una associazione scientifica, apartitica e senza
fini di lucro. Fondata nel 1985, sorge come associazione integrante le figure professionali (psicologi, oncologi, psichiatri e altri operatori sanitari) che lavorano nell’ambito dell’oncologia e dell’assistenza alle persone malate di cancro e alle loro famiglie.
L’obiettivo è di promuovere la conoscenza, il progresso e la diffusione della psico-oncologia in campo clinico, formativo, sociale e di ricerca. “Per tale ragione, per noi è fondamentale poterci interfacciare con altre società scientifiche coinvolte nella cura del cancro, quali l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), l'Associazione Italiana Ematologia ed Oncologia Pediatrica (AIEOP), la Società Italiana di Cure Palliati8ve (SICP), la Società Italiana di Chirurgia Oncologica (SICO), solo per citarne alcune”.
La SIPO ha già stabilito da anni rapporti con molte Società che hanno al centro del loro interesse le patologie oncologiche, promuovendo diverse iniziative scientifiche.
“Siamo in collaborazione anche con la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato Oncologico (FAVO) per la realizzazione di alcuni programmi comuni,
come è stato per il recente censimento dei servizi di psico-oncologia presenti sul territorio nazionale cui possono accedere i pazienti e i loro familiari. |