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  25 Agosto 2010
Mangiare pasta? Allunga la vita
di Giulia Giovanelli


E' un dato di fatto. In Italia sta crescendo in modo preoccupante la percentuale di soggetti colpiti da sindromi metaboliche. Tant'è che il fenomeno obesità sembra che abbia assunto i torni di un'emergenza vera e propria: a rischio, sono soprattutto i più piccoli. Insomma, urge ripartire dall'educazione alimentare.

La pensa così anche il neo Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Giancarlo Galan: “Il patrimonio agroalimentare italiano è una risorsa che va valorizzata perché unica al mondo. L’iniziativa “Mangia bene cresci meglio” è una grande opportunità per far conoscere ai ragazzi le eccellenze del nostro territorio ed è una preziosa esperienza in termini culturali: è necessario valorizzare il cibo non solo come valore nutritivo, ma anche come valore culturale. Questo processo deve iniziare dalla scuola che ha un ruolo fondamentale nella formazione delle nuove generazioni”.
Galan non ha dubbi: “La campagna è un primo passo per aiutare i giovani a formarsi una propria coscienza alimentare. Gli studenti delle scuole secondarie di primo grado di tutta Italia che hanno partecipato al concorso realizzando un annuncio pubblicitario hanno potuto acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie scelte alimentari. Mi auguro che i loro messaggi trovino terreno fertile. Sono, inoltre, convinto che sperimentare i linguaggi e i meccanismi pubblicitari possa migliorare il senso critico dei ragazzi nei confronti dei tanti messaggi promozionali da cui sono costantemente bombardati e che rappresentano un elemento non marginale nelle loro scelte alimentari”.

La cultura del mangiare sano
Ritmi frenetici obbligati, mode alimentari di importazione e disinformazione hanno contribuito ad una sempre più rara attenzione a ciò che si consuma a tavola. E se la prevenzione alle malattie cardiovascolari e metaboliche risiede soprattutto in ciò che si mangia, la dieta mediterranea sembra essere la vera panacea a tutti i mali. Dietro ad una scelta alimentare sbagliata ci sono altri fattori che influenzano il consumatore spesso distratto, come le porzioni extra large a costi limitati o la praticità del cotto e mangiato.
“Fondamentalmente - spiega Marco Tesini, dietologo specializzato in Scienze dell’alimentazione - quello che può essere a prima vista considerato un problema individuale e sociale, può essere sfruttato per fare conoscere ai piccoli come alimentarsi per l’oggi e il futuro, sfruttando le enormi possibilità di apprendimento date dell’età”.

Investire nella ricerca è un must, come sostiene Guido Barilla, Presidente dell’omonimo Gruppo. Recenti pubblicazioni effettuate dal Barilla Center for Food and Nutrition, che riunisce studiosi indipendenti con lo scopo di indagare sui temi dell’alimentazione, hanno evidenziato i prezzi sociali: 30 miliardi di euro spesi nella sanità e circa 35 milioni di morti ogni anno, ben il 60% dei decessi, queste  le cifre delle patologie non trasmissibili in Italia. L’obiettivo della ricerca è identificare le cause delle disfunzioni, raccogliendo più esperienze avanzate possibili  per metterle a confronto e a disposizione degli addetti ai lavori al fine di scavare nelle problematiche nutrizionali ed assicurare un benessere sostenibile per tutti.

L’industria alimentare
promotrice di una dieta sana?
Vincere la sfida all’insegna di “un’alimentazione ottimale” nei Paesi industrializzati oggi si può. Modificare le abitudini non è un miraggio.                                                                                                                                                                         
Il benessere che consegue ad una dieta ricca di fibre vegetali e fonti di carboidrati complessi soprattutto integrali innalza la qualità della vita. Per questo motivo, l’industria alimentare, sollecitata dai bisogni dei consumatori oggi è in grado di  immettere sul mercato cibi sempre più sani, appetibili, con il giusto apporto di calorie e spesso ricchi di vitamine e sali minerali.                                                                            

L’Italia in questo ambito potrebbe  emergere come nazione di riferimento, per la sua naturale vocazione nel tenere alta la bandiera della dieta mediterranea, nota per rispettare più delle altre, il giusto equilibrio di proteine, carboidrati e vitamine riguardo al fabbisogno giornaliero dell’individuo.

Allarme obesità infantile
L’obesità rappresenta la spina nel fianco della vita dei più piccoli. “Le cause sono plurime - dice il dottor Tesini -. E, come spesso avviene per queste patologie, bisogna considerare fattori biologici e genetici, l’ambiente famigliare e scolastico, il comportamento psicologico e l’attività fisica più o meno adeguata. La famiglia e il mondo circostante il bambino (dalla scuola ai momenti ricreativi e di socializzazione) sono i punti cardine verso i quali gli specialisti del settore tendono oggi a concentrare la propria attenzione nel tentativo di correggere i comportamenti inadeguati, ben  sapendo che un risultato positivo sia ottenibile solamente come conseguenza di un impegno effettivo e costante del piccolo e della famiglia. L’intervento terapeutico, andrà focalizzato alla rieducazione del comportamento alimentare di tutto il nucleo famigliare e non solamente per scelte e quantità di cibo, ma allargando lo spazio di intervento alle interferenze negative quali inadeguate o eccessive reazioni emotive e  scarso interesse alle esigenze dei piccoli.

La scuola svolge sicuramente un ruolo di primaria importanza, in quanto permette di educare a un'equilibrata e sana alimentazione i bambini, evitando di discriminare ed etichettare i piccoli con problemi di peso. Inoltre, il momento del pranzo e delle merende collettive è ormai strutturato scientificamente per nutrire in modo adeguato e senza eccessi, insegnando a variare l’orizzonte delle scelte alimentari”.


Valorizzare le tipicità:
la pasta, prima di tutto
Italia fa rima con dieta mediterranea. Inutile convincersi del contrario. Il Belpaese è anche la patria del mangiar sano con soddisfazione. La nostra dieta è la più seguita e invidiata nel panorama internazionale. “La tipicità è il biglietto da visita che ci porta in Europa e nel mondo. C’è necessità di aumentare i controllori ed applicare sanzioni  per difenderci dalla pirateria agroalimentare e contrastare coloro che esportano in maniera truffaldina il prodotto italiano.

I progetti di controllo del Ministero sono unici al mondo. Ciò che manca è il numero di unità operative. La pasta, ancor più della pizza ormai inflazionata, è un manufatto di eccellenza che sta alla base dell’alimentazione mediterranea. Pensiamo solo alle nostre regioni: ognuna ha il suo modo di produrla ed essicarla. Nonostante ciò, si tratta di uno dei pochi prodotti venduti ancora sottocosto. Se teniamo conto del lavoro che sta dietro alla preparazione di un alimento del genere, dovrebbe costare 4 volte il prezzo attuale di mercato”, sottolinea Giorgio Menna, Presidente di Enogà.

La questione etichettatura
“Le prime tutele del consumatore sono il marchio e le certificazioni: é necessario insistere su questo fronte. Le Associazioni di categoria e i Consorzi devono aiutare le aziende ad essere chiari nelle etichette rispettando le regole vigenti. Ma occorre anche che le istituzioni si facciano carico di informazione presso i consumatori e che si inizi una campagna di informazione nelle scuole di ogni ordine e grado sull’alimentazione. Se è vero che l’uomo è ciò che mangia, che se mangiamo bene lavoriamo e viviamo meglio e di più, con costi sociali ridotti, allora è necessario dare informazioni fin dalle prime fasce di età scolastica quando si forma la coscienza di scelta di un individuo”. Questo il consiglio di Marzia Morganti Tempestini, giornalista enogastronomica e docente Università di Parma che continua: “Non abbassare mai la guardia sul fronte della qualità, organizzare la produzione al meglio con l’utilizzo della tecnologia più avanzata senza abbandonare ciò che di utile ci è stato tramandato dalle precedenti generazioni. Attuare dei programmi di promozione e marketing, verificare i risultati ed ogni giorno provare a darsi un obiettivo più grande”.

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